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MILANO FASHION WEEK: FENDI PRIMAVERA ESTATE 2021 ELOGIO PARADOSSALE DELLA DOLCEZZA

La sfilata della nuova collezione uomo/donna ha per tema la famiglia, con il suo ideale di rifugio tradotto in ricami merletti e altre morbidezze… ma non è tutto così ovvio come sembra!

Maria Carla Boscono Fendi – Primavera Estate 2021

Ognuno di noi ha ricordi legati all’infanzia, a mamma e papà, l’angolo preferito in cui ci nascondevamo o il sapore dello zucchero gustato la prima volta e i nonni ancor prima di tutto, quell’insieme di sensazioni lontanissime che accompagnano più loro che i nostri genitori in un passato più recondito fatto di tovaglie buone della domenica con le pieghe della stiratura, le babbucce cucite ai ferri da indossare nelle notti d’inverno, le caramelle da pescare nelle tasche dei grembiuli.

AnokYai Fendi – Primavera Estate 2021

La sfilata Fendi per la Primavera Estate 2021 parte da qui, un inno alla famiglia non solo su carta: la maison ha infatti spedito agli invitati, e soprattutto agli assenti giustificati dalle restrizioni Covid, un pacco di pasta a forma di logo con la doppia F ed allegata una ricetta “della nonna” per cucinarla col pesto al limone.

Tutto acquista un senso oltre la trovata originale appena si guarda la sfilata co-ed, uomo e donna insieme, realizzata non solo per ragioni logistiche ma anche perché uomini e donne vestono ormai con la stessa filosofia. Il tema della famiglia non si risolve facilmente in un guardaroba puramente delicato e morbido, che faccia pensare al rifugio da questi tempi paurosi barattando l’eleganza con un comfort un po’ sformato e molto urgente; fare una metafora della pandemia e di tutte le certezze di questi tempi era prevedibile, ciò che è imprevedibile è come ci ha pensato Silvia Venturini Fendi, alla sua seconda collezione dopo la triste dipartita di Karl Lagerfeld e forse l’ultima prima dell’arrivo di Kim Jones, stilista emergente sottratto a Dior Men.

Cecilia Canchelor Fendi – Primavera Estate 2021

Ci sono morbidezze e capi-rifugio certo, ma hanno tagli e lavorazioni lontani anni luce dall’abbigliamento da casa che abbiamo visto imperversare in questi ultimi mesi; abiti grembiule dalle importanti lavorazioni in pizzo declinati in toni pastello, rossi decisi per soprabiti anni ’50 dalla vita stretta e le spalle importanti, bianco ovunque con accessori al neon nei colori dei sorbetti, i calzettoni in pizzo indossati sotto i bermuda con i sandali per lui e lei, questa eterna voglia di famiglia, giovane e meno giovane tradotta anche nel cast riunito in passerella con top model di ieri e di oggi.

 

Dalla neo-mamma Ashley Graham e le sue forme burrose ad Edie Campbell che ha aperto la sfilata, seguita da Yasmin Parvenah-Le Bon e Cecilia Chancellor, star degli anni ’80, senza dimenticare Eva Herzigova e Mariacarla Boscono fino alla decana delle modelle, quella Penelope Tree simbolo della “Swinging London” che oggi, a più di 70 anni ben si destreggia tra le colleghe della nuova generazione come Yanok Kai, Jill Kortleve e Paloma Elsesser, mentre tra gli uomini presenti in passerella contraddistinti da barba e capelli ingrigiti con accessori chic monogrammati si riconosce la mascella volitiva di quel Mark Vanderloo che tanti cuori spezzò, e spezza ancora, tra le clienti in prima fila.

 

Centrato in questo modo il bersaglio prefissato, questo senso di famiglia, madre e padre, sorelle e fratelli, figli e nonni, diverse età, diverse forme del corpo da coprire o da esaltare, tradotti in un’eleganza senza tempo, pulita e raffinata, povera di sovrastrutture e decisa nelle linee: si tratta di valori, di legami, di ricordi, si tratta di futuro.

Di Armando Terribili

Storico di Costume e Moda

Posted by Woman & Bride

 

 

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